Food and Art
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The 10 best albums of 2018

I migliori album internazionali, irlandesi e italiani del 2018


World

1 – Kamasi Washington – Heaven and Earth

Gli amanti del jazz si dividono in tradizionalisti e ricercatori. Io sono sempre stato un membro del primo club sostenendo che dopo Miles Davis e Herbie Hancock nel jazz si è inventato poco o nulla. Poi ascolti Heaven and Earth del sassofonista e compositore americano Kamasi Washington e capisci che non tutto è stato ancora detto. Un disco complesso ma accessibile a tutti: due facciate da un’ora l’una presentano una visione del mondo e della musica complessa e sfaccettata.  A Dublino dal vivo Domenica 3 Marzo 2019 all’Olympia Theatre. Da non perdere.

2 – Jon Hopkins – Singularity

Jon Hopkins ha scritto il suo ultimo album dopo un lungo periodo passato a studiare la meditazione trascendentale. Singularity è un’opera di paradossi, dove la cassa dritta convive con il pianoforte minimal, il clubbing con la contemplazione psichedelica, la classica con il linguaggio binario. Dopo essere stata la stella della edizione di quest’anno del Body and Soul Festival Hopkins è tornato in Irlanda per un ispirato concerto al Vicar Street lo scorso Ottobre.

3 – Anna Calvi – Hunter

Lontana dal semplice anticonformismo, la cantante e chitarrista britannica di padre italiano nel suo terzo album ha esposto sulla pubblica piazza una sessualità vitale e trascinante, sotto la spinta della consueta ricerca stilistica. Un modo di essere che supera di slancio le distinzioni di genere per mezzo di racconti carichi di tensione, lussuria e passione. Strepitoso il suo concerto lo scorso Settembre al Tivoli Theatre di Dublino.

Honourable mentions: 

  • Low – Double Negative
  • Tierra Whack – Whack World
  • John Coltrane – Both Directions at Once: The Lost Album
  • Daniel Bachman – The Morning Star
  • Janelle Monáe – Dirty Computer

Ireland

4 – Laurie Shaw – Year Zero

Laurie Shaw proveniente dalla contea di Cork ed è uno dei cantanti più creativi e prolifici d’Irlanda. Il 2018 è stato l’anno in cui l’artista ha subito più l’influenza dal brit-pop nel suo quarto album. Year Zero è il disco perfetto per approcciarsi alla discografia del giovane Shaw. Il progetto è un mix sorprendente di blues-rock e linee synth. Notevole dal vivo la sua performance come spalla degli O Emperor al Gran Social di Dublino lo scorso novembre.

5 – Lisa O’Neill – Heard A Long Gone Song

Lo confesso ho un debole per Lisa O’Neill. Quando la cantante di Cavan suona a Dublino cerco sempre di non perdermela. In questo LP O’Neill abbandona in gran parte gli elementi di produzione musicale che originariamente aiutarono a distinguere il suo suono in favore di un approccio più minimalista incentrato sulla sua voce. Numerosi brani di questo LP sono composti esclusivamente dalla linea vocale non re-mixata di O’Neill. Ci sono imperfezioni, ma questa intimità fatta dalla sola voce di O’Neill cattura e sorprende l’attenzione dell’ascoltatore.

6 – O Emperor – Jason

Gli O Emperor di Waterford ci hanno lasciato come dono d’addio Jason. L’LP finale del gruppo è quasi una summa dei loro lavori precedenti. Dall’indie rock alla psichedelia jazz. Jason è un disco rock che sovverte i cliché. C’è umorismo, una vena di sperimentalismo ed è un album fatto per divertirsi e divertire. Spettacolare esibizione dal vivo al Gran Social di Dublino lo scorso novembre da cui si è tutti usciti con l’amarezza che dopo la pubblicazione di questo album e il tour di addio il gruppo si sia sciolto.

Honourable mentions:

  • Paddy Hanna Frankly – I Mutate
  • Wyvern Lingo – Wyvern Lingo
  • Glen Hansard – Between Two Shores
  • Kojaque – Deli Daydreams
  • Rejjie Snow – Dear Annie

Italy

7 – Dead Cat in a Bag – Sad Dolls and Furious Flowers

I Dead Cat in a Bag sono una band Italiana dalle trame complesse, articolate, raffinate, ma accessibili a tutti. Il loro Sad Dolls and Furious Flowers è il disco italiano dell’anno, non ce ne vogliano i cantautori tutti uguali tra loro.

8 –  Calcutta – Evergreen

Il giovane cantautore di Latina, oggi fra le figure di riferimento della nuova scena “itpop”, si conferma coin questo album di successo. Quel poco che accade Calcutta lo racconta, con sincerità, sensibilità e partecipazione, attraverso una poesia metropolitana che esce dalla provincia per diventare universale, meglio di quanto sia riuscito a fare l’altro famoso cantante suo concittadino.

9  – Calibro 35 – Decade

Una band che ingiustamente viene etichetta come revival delle colonne sonore del cinema poliziottesco anni ’70 (un po’ come quanto accade ai romani La Batteria), e invece se li ascoltate bene vi accorgerete che meritavano di stare sì nei Settanta ma per giocarsela alla pari con Banco, Le Orme e PFM.

Honourable mentions:

  • Måneskin – Il ballo della vita
  • The Zen Circus – Il fuoco in una stanza
  • Mario Biondi – Brasil
  • Max Gazzè – Alchemaya
  • Subsonica – 8

Bonus Track

10 – Bruce Springsteen – Springsteen on Broadway

Gli amanti del rock si dividono in due categorie: chi adora Bruce Springsteen e chi non ha mai assistito ai suoi concerti. Il giorno che ho compilato questa lista di fine anno Netflix ha messo in onda il video concerto Springsteen on Broadway che sto ora vedendo in un aereo che mi porta verso l’Irlanda. Sul palco The Boss ha solo chitarra acustica, piano e armonica, non c’e’ la E-Street Band, ma vedendo il video si capisce chi è il miglior rock performer vivente.